743 159. Dal momento in cui Francesco rigettò
le cose caduche e cominciò ad aderire strettamente
al Signore, non volle perdere nemmeno una particella di tempo.
Aveva già accumulato abbondanza di meriti nei tesori
del Signore, eppure era sempre come all'inizio, sempre più
pronto ad ogni esercizio spirituale. Riteneva gran peccato
non fare qualcosa di bene e giudicava un retrocedere il non
progredire sempre.
Mentre dimorava in una cella a Siena, una notte chiamò
a sé i compagni che dormivano: «Ho invocato il
Signore - spiegò loro - perché si degnasse indicarmi
quando sono suo servo e quando no. Perché non vorrei
essere altro che suo servo. E il Signore, nella sua immensa
benevolenza e degnazione, mi ha risposto ora: - Riconosciti
mio servo veramente, quando pensi, dici, agisci santamente
- . Per questo vi ho chiamati, fratelli, perché voglio
arrossire davanti a voi, se a volte avrò mancato in
queste tre cose».